Il 28 dicembre scade il termine per il versamento dell’Acconto Iva, determinato dal contribuente attraverso uno dei tre metodi (storico, previsionale, analitico), scegliendo quello più favorevole o di più facile adozione.

Tuttavia, il Decreto “Ristori-quater” ha previsto, tra le varie misure, la proroga del versamento al 16 marzo 2021 per i soggetti che esercitano attività d’impresa, arte o professione e che si trovano in determinate condizioni ovunque localizzati, se nel periodo d’imposta precedente a quello in corso hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro e se, nel mese di novembre 2020, hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% rispetto a novembre 2019. La diminuzione del fatturato non è necessaria per le attività:

  • ovunque localizzate, relativamente alle attività economiche sospese ai sensi dell’articolo 1 del DPCM del 3 novembre 2020 (centri benessere, sale giochi, teatri, ecc.);
  • che esercitano le attività dei servizi di ristorazione e hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle zone rosse, individuate alla data del 26 novembre 2020;
  • che operano nei settori economici individuati nell’Allegato 2 del D.L. 149/2020, ovvero che esercitano l’attività alberghiera, di agenzia di viaggio o di tour operator, se il domicilio fiscale, sede legale o sede operativa è ubicato nelle cd. zone rosse.

Sono esonerati:

  1. i soggetti che hanno iniziato l’attività nel 2020 o che hanno cessato l’attività entro il 30 settembre 2020 se trimestrali, o entro il 30 novembre 2020 se mensili;
  2. i soggetti che a dicembre 2019 o nel quarto trimestre 2019 hanno chiuso il periodo a credito o che prevedono di risultare a credito per il quarto trimestre 2020 o per il mese di dicembre 2020;
  3. i contribuenti minimi, ovvero i soggetti che nel 2019 hanno adottato il regime dei minimi e che nel 2020 sono usciti dal regime dei minimi avendo optato per il regime ordinario;
  4. i contribuenti forfettari, ovvero coloro che hanno utilizzato tale regime nel 2019 e che ne sono usciti nel 2020;
  5. i soggetti con volume d’affari annuo inferiore ai 7.000 euro (Imprese agricole);
  6. le imprese che esercitano attività di intrattenimento di cui all’ art. 74 comma 6 del DPR n. 633/72;
  7. le associazioni che applicano il regime forfettario (Legge n. 398/1991);
  8. i soggetti che devono versare un importo inferiore ai 103,29 euro;
  9. i soggetti che hanno effettuato operazioni attive esclusivamente nei riguardi della Pubblica Amministrazione con il sistema dello “split payment“;
  10. i soggetti che hanno esercitato attività con operazioni esenti o non imponibili Iva.