Con 278 voti favorevoli, 187 contrari e un astenuto è stata approvata alla Camera dei deputati la legge di conversione del decreto Rilancio, che non subirà più alcuna modifica in quanto non ci sono i tempi tecnici per apportare nuovi cambiamenti a Palazzo Madama. Infatti, i tempi per l’approvazione definitiva sono molto stretti, dovendo avvenire entro il 18 luglio.

I deputati hanno rinnovato la fiducia al Governo sul testo del decreto e hanno approvato significativi emendamenti che introducono novità e modifiche ai benefici introdotti dalla prima versione del provvedimento. Diventano definitive le modifiche in tema di ecobonus al 110%, cassa integrazione, smartworking nella Pubblica Amministrazione, scuola, pensioni di invalidità, bonus auto, finanziamenti a fondo perduto per le partita Iva e tanto altro.

Sicuramente l’attenzione è focalizzata sull’ecobonus, provvedimento tanto atteso in questi mesi dalle imprese e dai cittadini che intendono ristrutturare la propria abitazione “a costo zero”. Il beneficio per l’adeguamento sismico degli edifici (sisma bonus) e il miglioramento energetico (eco bonus) nella misura del 110%, inizialmente previsto per le prime case e in condominio, è stato esteso anche alle seconde case composte da una o due unità immobiliari dello stesso proprietario (villette mono o bifamiliari). Ricompresi anche gli interventi di demolizione e ricostruzione. Restano esclusi solo gli edifici di lusso (castelli, ville e abitazioni di lusso).

Previsti dei tetti di spesa per gli interventi:

  • per i condomini da due a otto unità immobiliari il tetto di spesa è pari a 40 mila euro per unità;
  • per i condomini sopra le nove unità immobiliari: il tetto di spesa scende a 30 mila euro per unità immobiliare;
  • per gli edifici unifamiliari e plurifamiliari indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno il tetto di spesa sale a 50 mila euro per unità.

Per quanto concerne i lavori incentivati, oltre agli interventi di isolamento termico degli involucri e agli impianti di climatizzazione e riscaldamento a condensazione, pompe di calore, ibridi e geotermici, sono stati ricompresi i  collettori solari (abbinati a, un impianto ibrido o geotermico) e l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente esclusivamente nei comuni montani.

Previsti tetti di spesa anche per la sostituzione degli impianti di climatizzazione:

  • per gli edifici fino a otto unità immobiliari: 20mila euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari;
  • per edifici composti da più di otto unità immobiliari: 15mila euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari.

Estesa la fruizione del bonus anche gli enti del terzo settore e alle società sportive dilettantistiche (per il rifacimento degli spogliatoi).

Confermata la possibilità di cessione del credito agli istituti finanziari.