Per i contribuenti italiani si avvicina la scadenza del 16 giugno, giorno entro il quale versare la prima rata di acconto IMU.

Da quest’anno TASI e IMU sono confluite in un’unica imposta. La “nuova Imu” resta comunque un’imposta sulle seconde case, escludendo quindi le abitazioni principali (dove il proprietario abita e risulta essere anagraficamente residente), a meno che si tratti di immobili di lusso accatastati come A1A8 o A9.

In considerazione delle difficoltà attraversate dal Paese a causa dell’emergenza coronavirus, il Ministero delle Finanze ha chiarito la possibilità per i Comuni di deliberare una proroga per l’Imu in scadenza il 16 giugno. Nella risoluzione 5/DF dell’8 giugno 2020, si legge che i Comuni possono disporre una proroga della scadenza Imu 2020 solo per quanto riguarda la quota Imu di propria competenza. Come si legge nel documento, infatti, la facoltà del Comune di decretare una proroga della scadenza Imu può essere “legittimamente esercitata dal Comune con esclusivo riferimento alle entrate di propria spettanza e non anche a quelle di competenza statale, le quali, per loro natura, sono interamente sottratte all’ambito di intervento della predetta potestà regolamentare dell’ente locale in materia tributaria”

Per sostenere gli operatori del settore turistico a seguito delle gravi perdite da lock down, l’articolo 177 del decreto Rilancio (DL 34/2020)ha previsto l’esenzione dal pagamento della prima rata IMU 2020 per i seguenti immobili:

  • alberghi e pensioni (categoria catastale D2);
  • stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali;
  • stabilimenti termali;
  • agriturismo;
  • villaggi turistici;
  • ostelli della gioventù;
  • rifugi di montagna;
  • colonie marine e montane;
  • affittacamere per brevi soggiorni;
  • case e appartamenti per vacanze;
  • bed & breakfast;
  • residence;
  • campeggi.

L’esenzione per l’anno 2020, come specificato dallo stesso articolo, vale solo per i proprietari degli immobili che risultano anche gestori dell’attività.