Con il provvedimento del 10 giugno l’Agenzia delle Entrate ha definito il contenuto informativo, le modalità e i termini di presentazione dell’istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto di cui all’art. 25 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34.

In un precedente articolo abbiamo analizzato i requisiti degli aventi diritto al contributo; oggi vediamo come presentare la domanda.

L’istanza potrà essere inoltrata dal pomeriggio del 15 giugno e fino al 13 agosto 2020. Dal 25 giugno al 24 agosto previsto l’invio per gli eredi che continuano l’attività per conto del soggetto deceduto. Sempre entro il 24 agosto sarà possibile presentare una nuova istanza, in sostituzione dell’istanza precedentemente trasmessa, che sostituirà tutte quelle precedentemente inviate per le quali non è stato già eseguito il mandato di pagamento del contributo.

L’invio avverrà esclusivamente in modalità telematica attraverso il canale Entratel o il portale “Fatture e Corrispettivi”. Il contribuente potrà avvalersi dell’intermediario che ha già delegato al suo Cassetto fiscale o al servizio di Consultazione delle fatture elettroniche.  Per ogni domanda pervenuta , il sistema dell’Agenzia effettuerà due elaborazioni successive relative ai controlli formali e sostanziali e il cui esito sarà comunicato con ricevute restituite al soggetto che ha trasmesso la domanda.

Per la compilazione e il successivo invio sono richieste le seguenti informazioni:

  • il codice fiscale del soggetto, persona fisica o persona non fisica, che richiede il contributo;
  • il codice fiscale del legale rappresentante del soggetto che richiede il contributo, nei casi in cui quest’ultimo sia diverso dalla persona fisica ovvero nel caso in cui il soggetto richiedente sia minore o interdetto;
  • nel caso in cui il soggetto richiedente sia un erede che prosegue l’attività di un soggetto deceduto, il codice fiscale del de cuius;
  • l’indicazione se i ricavi o compensi dell’anno 2019 sono inferiori o uguali a 400.000 euro, sono superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro oppure sono superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro;
  • l’indicazione se il soggetto richiedente ha iniziato l’attività dopo il 31 dicembre 2018;
  • l’indicazione se il soggetto al 31 gennaio 2020, data di dichiarazione dello stato di emergenza “Covid-19”, aveva il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti da eventi calamitosi con stato di emergenza ancora in atto;
  • l’importo complessivo del fatturato e dei corrispettivi riferiti a operazioni effettuate nel mese di aprile 2019;
  • l’importo complessivo del fatturato e dei corrispettivi riferiti a operazioni effettuate nel mese di aprile 2020;
  • l’IBAN del conto corrente intestato al soggetto richiedente il contributo;
  • il codice fiscale dell’eventuale soggetto incaricato della trasmissione telematica dell’istanza e l’eventuale dichiarazione sostitutiva, resa da quest’ultimo, relativa al conferimento di una specifica delega, da parte del richiedente, per l’invio dell’istanza stessa.

Il richiedente deve inoltre dichiarare di essere un soggetto diverso da quelli indicati al comma 2 del citato articolo 25 del decreto-legge n. 34 del 2020 (soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza, enti pubblici di cui all’articolo 74 del TUIR, intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’articolo 162-bis del TUIR, soggetti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27 e 38 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, nonché i lavoratori dipendenti e i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n.103).

Infine, occorre sottolineare che, esclusivamente nel caso in cui l’ammontare del contributo, calcolato secondo le disposizioni dell’articolo 25 del decreto-legge n. 34 del 2020, sia superiore a 150.000 euro, il modello dell’istanza dovrà essere corredato dalla dichiarazione antimafia di cui al decreto legislativo n. 159 del 2011, firmato digitalmente dal soggetto richiedente e inviato esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata (PEC).