L’articolo 25 del D.L. Rilancio ha previsto un contributo a fondo perduto, escluso da tassazione ai fini Ires e Irap, destinato a ristorare, in parte, il calo di ricavi e di reddito conseguenti allo stop delle attività negli ultimi mesi a causa della pandemia da Covid-19.

Destinatari – Il contributo è rivolto alle imprese, comprese quelle agricole, e ai lavoratori autonomi con ricavi fino a 5 milioni di euro nel 2019 che siano in attività alla data di presentazione dell’istanza per l’ottenimento del contributo e che abbiano registrato un calo di fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 pari a due terzi dell’ammontare registrato ad aprile 2019. Per i soggetti che hanno avviato l’attività nel 2019 il contributo spetta a prescindere dal requisito del calo del fatturato. Occorre, inoltre, verificare il rispetto di ulteriori condizioni: non aver diritto alle indennità previste dal D.L. 18/2020 per i liberi professionisti iscritti alla Gestione separata Inps (art. 27) e per i lavoratori dello spettacolo (art. 38). Vanno esclusi anche i lavoratori dipendenti e i professionisti iscritti alle casse di previdenza obbligatorie.

Ammontare del contributo – Il valore dell’indennizzo è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi di aprile 2019. L’importo sarà così ripartito:

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi fino a 400 mila euro nel 2019;
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi compresi tra 400.001 euro e 1 milione di euro nel 2019;
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi che siano superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro nel 2019.
  • A prescindere dalle percentuali, è prevista una soglia minima del contributo pari a mille euro per le persone fisiche e 2 mila per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Come ottenere il contributo- Occorre presentare un’istanza telematica all’Agenzia delle Entrate in cui andrà attestata la sussistenza dei requisiti e certificata la regolarità antimafia. La presentazione dovrà avvenire entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura telematica ( si attende provvedimento dell’AdE).

Controlli dell’Agenzia delle Entrate – Nel caso in cui, in occasione dei controlli dall’Agenzia, il contributo dovesse risultare in tutto o in parte non spettante, lo stesso verrà recuperato con applicazione degli interessi e delle sanzioni che vanno dal 100% al 200% del credito ( art. 13, comma 5, D.lgs. n. 471/97) senza possibilità di definizione agevolata. Inoltre, nei casi più gravi o in caso di false dichiarazioni è prevista la reclusione da 6 mesi a 3 anni, ex art. 316 ter c.p. (indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato).