La possibilità che una controllata locale possa costituire una stabile organizzazione ‘occulta’ della propria controllante non residente non andrebbe confinata al solo comparto delle imposte dirette. Nonostante i precedenti della Corte di giustizia che hanno dato un’interpretazione estensiva della nozione di stabile organizzazione Iva, le conclusioni presentate dall’Avvocato generale forniscono un’interpretazione restrittiva di tale nozione, con la conseguenza che gli accertamenti di stabili organizzazioni ‘occulte’ dovrebbero essere confinati alle sole ipotesi di abuso. La Corte di giustizia ha affrontato il tema nella sentenza Dfds, in cui i giudici di Lussemburgo hanno ammesso la configurabilità di una stabile organizzazione Iva in capo a una società autonoma sul presupposto che la stessa non fosse realmente indipendente dalla ‘casa madre’ situata in altro Paese membro. Nella causa Welmory l’Avvocato generale ha osservato che per ritenere integrata una stabile organizzazione Iva ‘non sono necessari mezzi umani e tecnici propri nella misura in cui l’organizzazione disponga di mezzi terzi come se fossero propri’