Con l’ordinanza n. 474 depositata ieri la Corte di cassazione ha ribadito che è illegittimo l’accertamento emesso prima del termine dilatorio di 60 giorni a seguito di accesso breve anche se privo di contestazioni. In tal caso, peraltro, non è necessaria la prova di resistenza da parte del contribuente per la nullità della pretesa. E l’imminente decadenza non costituisce una valida ragione perché dipende solo da come si è organizzato l’ufficio. La vicenda riguardava un avviso di accertamento emesso a una società in seguito ad una richiesta di documenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Prima di tale richiesta l’ufficio aveva effettuato un accesso breve senza formalizzare alcuna contestazione.